Sant'Ermo - Casciana Terme (PI)
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Upezzinghi: 
Gli Upezzinghi erano una famiglia nobile pisana che secondo la leggenda avrebbe avuto antenati comuni con Conti di Lavagna e con gli Obertenghi. Le prime notizie relative agli Upezzinghi risalgono al XI secolo come attestano documenti che accertano i loro possedimenti nella zona di Calcinaia.
Ugolino della Gherardesca stipulò un trattato di amicizia con Gualtieri Upezzinghi nel 1285 e gli confermo la proprietà dei castelli in Valdera; anche la torre di Caprona, che sovrasta l’abitato omonimo presso il monte Verruca, è chiamata Torre degli Upezzinghi.
Lo stemma è uno scudo con fondo in oro con aquila di nero, coronata del campo.
Tracce a Sant’Ermo:  iscrizione via Cardelli 1733; aquila davanti alla Chiesa Jacobus Upessinghius
Vedi anche www.rondinet.it

Palazzo Upezzinghi, lungarno Pacinotti 43 I - 56126 Pisa
L'edificio dell'inizio del Seicento ospita oggi l'Università di Pisa. La facciata si articola attorno al grande portale sormontato da una finestra con balcone, a sua volta sormontata da un grande scudo ornato da un leone.

Cardelli Torquato (1895-1916):
Nasce a Sant'Ermo di Lari (PI) l'11 ottobre 1895. Chiamato alla leva, viene coscritto al 5° reggimento col quale entra in linea sul trincerone del Monte Mrzli (Kolovrat, S. Lucia e S. Maria di Tolmino) il 24 maggio 1915. Ammalatosi di tifo nell'estate, dopo lunga degenza viene trasferito al VII ciclisti in linea sul Pasubio. Il 10 ottobre 1916 un gruppo di bersaglieri ciclisti, inerpicandosi lungo i canaloni della Vallarsa coi fanti della Puglia piombarono sul nemico all'alpe di Cosmagnon (poi al pianoro fra il Pasubio, il Roite e il Col Santo). Ferito una prima volta alla spalla, prosegue imperterrito verso le trincee nemiche, dove viene fatto segno ad un nuovo fuoco di fucileria che gli procura la seconda ferita al braccio sinistro. Per combattere la destra può essere sufficiente e Cardelli coi pochi compagni rimasti riesce ad espugnare la trincea avversaria giusto in tempo per il terzo colpo in arrivo, quello mortale. Al tenente che sopraggiunge riesce solo a sussurrare parole di entusiasmo e p e patriottismo. Medaglia d'Oro alla memoria.
Motivo del conferimento: “Benchè ferito due volte, non abbandonava il combattimento, anzi valorosamente si slanciava avanti nella trincea nemica e, gridando “Savoia, incitava i compagni a seguirlo, finché il piombo nemico lo rendeva cadavere. Le ultime sue parole furono: Viva l’Italia !. Alpe di Cosmagnon, 10 ottobre 1916.”
In Sant’Ermo a lui è dedicata una lapide commemorativa che così recita:
”Torquato Cardelli romanamente caduto pugnando per l’Italia cui degno premio all’eroismo fu la medaglia d’oro al valore. I concittadini consacrano questo ricordo perché la gloria di lui viva eternamente nei cuori”

 

 

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